Grande entusiasmo per “Intrecci di Memoria”, una serata nata dal desiderio di riscoprire e valorizzare le nostre tradizioni, i saperi antichi e, soprattutto, le persone che ancora oggi li custodiscono con passione e li tramandano alle nuove generazioni.

Un grazie speciale a Bruno Cardone, che con la sua esperienza, la sua bravura e la sua passione ci ha accompagnato alla scoperta dell’antica arte dell’intreccio dei cestini. Attraverso i suoi racconti e la dimostrazione pratica, abbiamo conosciuto un sapere fatto di pazienza, manualità e profondo rispetto per la natura: dalla raccolta del materiale, nel rispetto dei tempi della luna calante, alla sua preparazione e lavorazione, fino alla realizzazione dell’intreccio. Un’arte solo in apparenza semplice, che racchiude gesti tramandati nel tempo e custodisce una preziosa parte della nostra memoria contadina.

Un grazie altrettanto speciale a Luisa Ruggiero, che con passione e maestria ci ha accompagnato nel meraviglioso mondo delle api e del miele. Abbiamo scoperto le caratteristiche e le differenze tra miele millefiori, miele di melata, miele di erica e miele di castagno, comprendendo come ogni varietà possa avere profumi, colori e sapori differenti, profondamente legati alla natura e al territorio da cui proviene. Il racconto è stato accompagnato da una piacevole degustazione di mieli, formaggi e mele, un percorso di sapori che ci ha permesso di apprezzare ancora di più le diverse caratteristiche dei prodotti.

Abbiamo inoltre conosciuto la linea cosmetica al miele, con prodotti pensati per la cura della pelle, e ammirato le sue creazioni artigianali di candele in cera d’api, realizzate in diverse forme, tra cui gufi, ricci, rose e margherite: un ulteriore esempio di come un dono della natura possa essere trasformato e valorizzato attraverso creatività e manualità. Una serata che è stata molto più di un semplice incontro. È stata un’occasione per riscoprire la nostra identità, valorizzare il territorio, conoscere le sue eccellenze e riportare al centro quei gesti e quei saperi che rischiano, con il passare del tempo, di andare perduti. Perché dietro un cestino, un vasetto di miele o un semplice gesto della tradizione non c’è soltanto un prodotto: ci sono storie, persone, sacrifici, conoscenze e generazioni.

E proprio questo significa custodire la memoria: dare valore a ciò che abbiamo ricevuto, raccontarlo, condividerlo e permettere che continui a vivere.

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e che, con la propria presenza e il proprio entusiasmo, hanno reso speciale questa serata. Perché la memoria è come un intreccio: ogni filo racconta una storia, ogni gesto conserva un sapere e ogni generazione ne aggiunge uno nuovo. E quando questi fili si incontrano, il passato non resta indietro: diventa radice del presente e seme del futuro.

Questo è “Intrecci di Memoria”: non soltanto ricordare ciò che siamo stati, ma continuare a costruire, insieme, ciò che saremo.